LA CANTINA DEI VINI ESTINTI

Il bar che frequento al mezzodì, quando non vado in trattoria, c’è gente onesta a condurlo. Infatti: non tengono birra alla spina.Ti spiego.
E’ un bar piccolo, frequentato da una clientela numericamente limitata. Se spilli birra, pur da un fusto di quelli piccoli, sono sempre trenta litri che devi finire – se hai rispetto dei tuoi clienti- in due giorni. Dal terzo giorno infatti la birra comincia a ossidarsi. Assume quel sapore di metallo che ti sembra di aver masticato stagno. Insomma se non riesci a spillare almeno una settantina di medie in due giorni (e in quel baretto lì, nonostante la mia presenza e quella di altri due tristi figuri, difficilmente ci riuscirebbero), non vuoi buttarci soldi e non vuoi servire merda alla gente che si appoggia al tuo bancone, bèh, meglio se la spina non la tieni.
Tieni due, tre tipi in bottiglia e via.
Anche perché la birra ossidata, ci puoi nemmeno cucinare, la puoi solo versare nello scarico del lavandino.

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Nell’ora incerta tra il cane e il lupo, stappo di solito – per berne un bicchiere mentre aspetto il desinare- una bottiglia che poi finiremo a cena.
Non tengo molte bottiglie in casa. Ma, ti assicuro, tutta roba di qualità.Tutti vini con una storia (mia o loro fa poca importanza) e una certa necessità.
Capita, rarissimamente ma capita, che una di queste bottiglie sia andata. L’indispensabile fluido non ha retto l’eccessivo invecchiamento in bottiglia (cazzo! Il 2003 sono un sacco di anni fa) oppure il sughero del tappo non era paraffinato a dovere ovvero vallo a sapere che diavolo è successo. Sta di fatto che quella bottiglia mi tocca di riporla nella cantina dei vini estinti.


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Io già l’avrai capito, e forse questo scandalizzerà accademici e puristi, da quella cantina lì poi i vini li uso per cucinare. A meno che debba fare qualcosa di particolare, come il risotto al Dom Perignon o il brasato albarolo, faccio così, come mi ha insegnato Allan Bay (intendiamoci, a me Allan Bay non mi convince quasi mai, ma questa l’ha raccontata giusta): metto su un pentolino con dentro un bicchiere di vino estinto e lo lascio andare a fuoco vivo per cinque minuti. L’alcool, la parte più guasta, se ne vola via e così quando devo sfumare sfumo con questo bicchiere resuscitato.
Funziona.

1 commento
  1. Anonimo ha detto:

    Me lo ricordavo diverso il finale
    bene bene
    saludos

    R Good

    Mi piace

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