l’abc dell’anarchismo di Alexander Berkman – capitolo 3 – cos’è l’anarchismo

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Mi chiedi: “Non riesci a spiegarmi brevemente cos’è l’Anarchismo?”

Ci proverò. In poche parole, l’Anarchismo sostiene che è possibile vivere in una società priva di qualsiasi forma di potere; e che sia possibile una vita senza coercizioni di sorta: il che significa condurre il tipo di vita che più ci aggrada, liberi da obblighi e forzature. Non è possibile condurre un’esistenza di questo tipo se prima non ci si libera delle istituzioni e dalle condizioni che imbrigliano la nostra libertà e interferiscono con la nostra vita, obbligandoci continuamente ad agire in modo contrario alla nostra volontà.

Già. Ma quali sono queste istituzioni e queste condizioni? Semplicemente tutte quelle cose di cui dobbiamo sbarazzarci per assicurarci una vita armoniosa e libera. Una volta che sapremo con esattezza quali sono queste cose e quali vadano messe a loro posto, il modo per farlo seguirà naturalmente.

Allora: di cosa dobbiamo liberarci per assicurarci la libertà?

Prima di tutto, ovviamente, la cosa più invasiva di tutte, quella che più ostacola o impedisce l’espressione della tua libertà; la cosa che più interferisce nella tua vita e ti obbliga a vivere diversamente da come vorresti.

Questa cosa si chiama “governo”.

Riflettici e vedrai che l’istituzione del governo è il peggior crimine che l’uomo abbia mai commesso contro se stesso. Con esso ha riempito il mondo di violenza, inganno, falsità, oppressione e miseria. Ha corrotto ogni cosa. Mi darai ragione: “Certo, governo significa violenza ed è sicuramente il male”, ma mi obbietterai “come possiamo però farne a meno?”

E’ proprio di questo che voglio discutere. Ora, se io ti chiedessi a cosa ti serve un governo, sono certo che mi risponderesti che non è per te, ma è per gli altri che si rende necessario. Se tu chiedessi la stessa cosa a chiunque altro, sono sicuro che risponderebbe come te: ti direbbe che non è per lui che è necessario, ma per gli altri.

E’ così. Ognuno di noi pensa che se fosse per lui non ci sarebbe bisogno di nessuna polizia, ma che purtroppo il manganello è necessario per gli altri. A questo punto puoi ribattermi che “se non ci fossero leggi e governi le persone si deruberebbero e si ammazzerebbero a vicenda”. Fosse anche vero, perché lo farebbero? Lo farebbero solo per divertimento o per cause e ragioni precise? Forse se esaminiamo questi motivi, ne scopriremo la cura.

Immaginati che tu, io e altre persone, dopo essere scampati a un naufragio, si sia approdati su un’isola ricca di frutti di ogni genere. Naturalmente dovremmo darci da fare per raccoglierli. Ma se uno di noi, d’improvviso, sostenesse che è tutto di sua proprietà e che nessuno può averne nemmeno un boccone se prima non gli versa un tributo, noi altri ci indigneremmo, non è vero? E rideremmo delle sue pretese. Se insistesse e ci creasse problemi, lo ributteremmo a mare senza pensarci su troppo, no?

Supponi poi che una volta riusciti a coltivare l’isola e a organizzarci con tutto ciò che è necessario a una vita confortevole, arrivasse uno a sostenere che l’isola e quello che abbiamo fatto è tutto suo. Che gli diremmo? Lo ignoreremmo, no? Oppure lo inviteremmo a unirsi a noi e a condividere il nostro lavoro.

Adesso immaginati che quello invece insiste con questa cosa della proprietà e tira fuori un pezzo di carta e dice che quella è la prova che lì tutto gli appartiene. Gli daremmo del pazzo e torneremmo al lavoro.

Ma se lui avesse dietro di se un governo, potrebbe chiamarlo in difesa dei suoi “diritti”. Il governo invierebbe polizia ed esercito che ci caccerebbero da lì, ristabilendovi il “legittimo proprietario”.

I governi hanno questa funzione, esistono per questo ed è questo quello che fanno.

Pensi ancora che senza questa cosa chiamata governo ci deruberemmo e ci ammazzeremmo l’un l’altro?

Non è vero piuttosto che proprio con il governo ci derubiamo e ci ammazziamo? Perché non esiste governo che garantisca a tutti ciò che è di tutti, al contrario ce lo porta via a beneficio di pochi che non ne avrebbero diritto.

Se ti svegliassi domattina e scoprissi che non c’è più alcun governo, il tuo primo pensiero sarebbe di uscire in strada e uccidere qualcuno?

Certo che no! Sarebbe un’assurdità. Stiamo parlando di una maggioranza di gente sana e normale. I pazzi che non resistono all’impulso di ammazzare, mica si chiedono prima se c’è oppure no un governo. Questa gente qui deve essere affidata alle cure di psicologi e alienisti, devono essere ricoverati in ospedale e curati per la loro malattia.

La cosa più probabile, il giorno che tu o chiunque altro scopriste svegliandovi che non c’è più alcun governo, è che vi dareste da fare per vivere al meglio in queste nuove condizioni.

Naturalmente se ci fosse gente che si abbuffa mentre tu patisci la fame, avresti pieno diritto di reclamare la tua parte di cibo. E questo vale per tutto il resto, perché non può esserci uno solo che monopolizza tutte le cose che servono alla vita: esse vanno divise tra tutti. Questo significa che in un mondo senza governo il povero non tollererà di vivere in miseria mentre altri sguazzano nel lusso. Che gli operai si rifiuteranno di lavorare per un padrone che pretenda di sua esclusiva proprietà sia la fabbrica che quello che vi viene prodotto. Significa che nessun agricoltore lascerà incolti migliaia di ettari se c’è qualcuno che non ha cibo sufficiente per sfamare la propria famiglia. Significa che nessuno possiederà la terra e i mezzi di produzione. La proprietà privata delle risorse vitali sarà un’ipotesi intollerabile. Possedere più di quanto si possa consumare in una dozzina di vite, mentre i propri vicini non hanno pane sufficiente per i propri figli sarà considerato come un crimine infamante.

Significa che le ricchezze della società verranno equamente divise tra tutti gli uomini, e che tutti saranno chiamati a partecipare alla loro produzione.

Per fartela breve: sarà la prima volta nella storia dell’umanità che diritto, giustizia ed e uguaglianza trionferanno al posto della legge.

Ecco. Farla finita con l’idea di governo significa contemporaneamente l’abolizione dei monopoli e della proprietà individuale dei mezzi di produzione e distribuzione. Ne consegue che quando il governo sarà abolito, scompariranno con lui schiavitù, salario e capitalismo, perché essi non possono esistere senza il supporto e la protezione del governo.

Questa cosa qui, che sostituisce il governo con la libertà, è l’Anarchia. Quella in cui l’uso pubblico sostituisce la proprietà privata sarebbe il Comunismo.

In una parola Anarcocomunismo.

Oh! Comunismo” esclamerai “ ma non avevi detto che non eri un bolscevico?”

No. Non sono un bolscevico, perché i bolscevichi credono fermamente nel potere dello stato, mentre gli anarchici vogliono farne a meno, dello stato.

Ma i bolscevichi non sono comunisti?” mi chiedi.

Si. I bolscevichi sono comunisti, ma pensano di poter instaurare il comunismo con la dittatura. Anarcocomunismo invece significa comunismo come scelta libera e volontaria.

Capisco la differenza” ammetti, ma poi ribatti “credi che sia veramente possibile?”

la traduzione continua a essere di Boris medesimo

 

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