il sesso indeciso

Minna e Wilfrid sono due poveri repressi che per farsi una scopata devono giustificarsi alla propria psiche malata tirando in ballo serafini e ammennicoli religiosi vari. Se ne fa di risate quel vecchio marpione di Balzac raccontandoci la commedia umana. Ma quale perfezione in Séraphita! che appare agli occhi di Minna, che ne è innamorata, completamente uomo, e agli occhi di Wilfred, altrettanto innamorato, completamente donna.

 

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Anche il fumetto è stato attratto dal corpo ermafrodito, ma non è mai riuscito a raggiungere tale mistica equilibrata proporzione. Forse perché i lettori di fumetti (quasi tutti) i fumetti li usano solo per le seghe. Per una sega non ti servono le sfere celesti,anzi sono un po’ d’impedimento; basta qualche disegnetto di Baldazzini e una tazza del cesso.

Sì.

Per questo nel fumetto la tendenza predominante è quella di costruire un corpo ermafrodito che sia anatomicamente un corpo femminile con l’unica caratteristica maschile dell’appendice sessuale: il pene insomma. Per solleticare i pruriti maschilisti. Un esempio è sicuramente la Belzeba di Sandro Angiolini e Renzo Barbieri, che volgarmente si limita a insistere sul lato trasgressivo dell’ermafroditismo, e punta solo alla morbosa solleticazione degli stimoli sessuali dei suoi lettori (essendo questi in massima parte maschi). Decisamente più raffinata e interessante è Erma Jaguar di Alex Varenne, che sebbene abbia l’aspetto decisamente femminile, tradisce tratti maschili sopratutto nel viso e non mostra mai l’appendice sessuale, lasciandoci costantemente nel dubbio sulla sua natura. Con questo espediente, di far nascere il sospetto di una duplice sessualità in Erma ma di non darcene mai la certezza, Varenne riesce a creare un personaggio inquietante, avvicinandosi molto più di altri alla natura degli ermafroditi. Anche Cadelo svolge un discorso interessante in Voglia di Cane, stravolgendo un po’ la nozione di ermafroditismo, in quanto i personaggi del suo racconto hanno entrambi gli organi sessuali (pene e vagina), ma hanno poi caratteristiche morfologiche e costituzionali diverse che li identificano uno come maschio e l’altra come femmina. E’ solo l’apparato sessuale ad essere ermafrodito (fino a permettere al maschio di partorire), ma comunque non indipendente. Nei personaggi di Cadelo non c’è la coincidentia oppositorum del corpo dell’ermafrodito perfetto, in essi non viene integrata l’immagine umana completa, gli opposti non sono uniti in un solo corpo. I corpi di Voglia di Cane devono essere due per compiere la riunione dei contrari, cioè l’ atto sessuale che permetta la fusione di tutte le caratteristiche maschili e femminili. Niente sfere celesti per questi ermafroditi imperfetti. E la donna incinta di Scozzari che si accarezza i seni e tra le cui gambe spunta il glande di un pene (In La classe non è acqua), è certo un esplicito riferimento alla leggenda della Papessa Giovanna, unico, credo, ermafrodita presente nella mitologia cristiana, che due anni un mese e quattro giorni dopo essere stata incoronata pontefice con il nome di Giovanni VIII, morì di parto. La leggenda è raccontata nel Liber de vita Christi ac omnium pontificum di Bartolemeo Sacchi detto il Platina (1421 – 1481).

Se quelli di Cadelo sono ermafroditi incompleti (ossimoro o paradosso?), i protagonisti de I giardini di Edena di Moebius raggiungono il grado zero della sessualità (altra possibile definizione del sesso: la neutralità (come non ricordare qui Rudolph Waltz, l’accidentale protagonista de Il grande tiratore di Kurt Vonnegut?); un’ anomalia in cui i contrari non sono annullati, come nell’ermafrodito, perché coincidenti in un solo corpo, ma perché inesistenti sia al livello psicologico che a quello morfologico. Il viaggio iniziatico, di cui il fumetto è la cronaca, costringerà le loro diversità di sesso e di genere – se mi è permesso usare le categorie di Stoller (leggiti Recherches sur l’ identité sexuelle,, Gallimard, 1978, dove lo psicanalista californiano, sostiene che il sesso è rivelatore della biologia, mentre il genere è determinato dal mezzo sociale e dall’ educazione) – a rivelarsi.

L’ermafrodita è una creatura che possiede entrambi i sessi, ma è obbligatorio che i due sessi siano presenti morfologicamente?

Lady Oscar di Riyoko Ikeda, ad esempio, è fisiologicamente femmina, ma psicologicamente maschio; il suo corpo è, cioè, quello di una donna, ma la sua mentalità – formata dal modo in cui è stata educata – quella di un uomo. Lady Oscar è un ermafrodita? Certo non è un transessuale, perché il transessuale è chi, essendo di un sesso, sente di appartenere al sesso opposto. Oscar, questo è certo, appartiene, non senza conflitti, a entrambi i sessi – anche se su due piani differenti -, non ne disprezza alcuno e non ne desidera nessuno in particolare. Come uomo ama Maria Antonietta, e in quanto donna Andrè. In qualche modo, Lady Oscar è l’opera a fumetti che ha trovato la soluzione per meglio avvicinarsi alla perfezione della Séraphita balzachiana.

E qui un debito contratto dalla letteratura blasonata con il fumetto seriale dobbiamo rilevarlo: Mohamed Ahmed, ultima di otto sorelle, che per volere del padre viene allevata come un maschio a dispetto del suo corpo, sullo sfondo di un Marocco senza tempo. E’ il romanzo di T. B. JELLOUN, Creatura di sabbia, di quasi dieci anni successiva a Lady Oscar.

Dalla letteratura al fumetto alla letteratura. Tutto torna. E ognuno seglie di leggersi quel che più gli è consono. Io, come sempre preferisco dove ci sono più figure.

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