sulla natura (feroce) della bestia (banale)

“Le odio le tue stupide storie!” “Le mie storie? No, piccolo Lord, non sono mie. Le storie esistono, prima di me e dopo di me, anche dopo di te”. G.R.MARTIN, Il Trono di Spade

 

images (28)

 

A Francesco I stava un po’ sul cazzo il fatto che sul trono del Sacro Romano Impero fosse stato eletto Carlo V e non lui. Non per fare il marxista d’accatto, ma l’Asburgo aveva l’appoggio del più potente banchiere di quei tempi : Jacob Fugger, ai cui argomenti i grandi elettori erano molto sensibili.

Banalità di base numero uno: il tuo esercizio di voto, l’unico atto politico di cui a conti fatti sei capace, non vale una cippa di cazzo rispetto a quello di uno di quei grandi elettori, e non è li che sta, per quanto tu lo voglia credere, l’essenza della democrazia; come vedi si eleggevano anche gli imperatori.

images (27)

Non starò qui a metterti linki. Per verificare l’attendibilità di quanto ti racconto basta il tuo manuale di storia delle superiori. Se ne hai voglia.

Banalità di base numero due: se sei sveglio e ti piace verificare che quello che leggi nella rete non sono cazzate (e nel 90% dei casi – compreso questo blog- lo sono), lo fai velocemente e con libertà. Non crederci al mito dell’autorevolezza. Sono cazzate inventate dai preti dai giornalisti e dagli accademici per farti fare i sonni belli. Più qualcuno è considerato autorevole e più usa quella mal guadagnata autorevolezza (quasi sempre in modo mafioso) per raccontarti panzane. L’attendibilità del tuo manuale di storia delle superiori sei in grado di verificarla? Quanto ti costerebbe indagarne e risalirne le fonti? Molto più che per qualsiasi cosa letta sulla rete. La nostra vita, se non vuoi essere uno spettatore televisivo (e i due terzi della popolazione lo è) è una continua estenuante ricerca e verifica delle fonti. Dal film che mi racconta il mio amico dietro una birra, al quale concedo di solito credito illimitato, e che se poi vedo scopro che lui in realtà non l’ha mai veduto e che mi stava spacciando il linko di quelche d’un altro; alle teorie storiografiche di De Felice. Nel secondo caso è un pochino più difficile. Ma puoi imparare a farlo.

images (24)

Poi comunque la storia la sai. Francesco I e Carlo V continuano a farsi guerra (quattro volte? Verificalo se hai voglia, ti costa poco… se vuoi, al limite, ti spiego come si fa… cheddici magari ci facciamo una serata alla Scighera sul come si verificano le fonti… ne hai voglia?). Durante la prima guerra contro l’impero ci fu quella famosissima battaglia, nei pressi di Pavia (era il 1525, credo… tu verificalo), in cui l’intera cavalleria francese fu spazzata via dagli archibugieri (potrei mettertelo qui un bel linko su alcuni splendidi versi dell’ Ariosto che raccontano la meraviglia causata da questa nuova arma… – trovateli: Orlando Furioso 28-30, XI) di Carlo V.

Tra gli ufficiali francesi cadde anche quel maresciallo (oddio!… era maresciallo? Controlla tu, io faccio che lo era) Jacques de La Palice che passerà alla storia perché poco prima di morire era vivo.

Banalità di base –assolutamente questa non lapalissiana- numero tre: lo sai perché abbiamo sempre meno libertà; perché si sgomberano i centri sociali nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni (di sinistra) e della cittadinanza; perché si privatizzano l’eletricità. Il gas, l’acqua e tra un po’ l’aria? Per il semplice fatto che non ti sei scandalizzato, che non sei sceso in piazza, quando hanno privatizzato le storie con quell’oscenità etica e ontologica che è il diritto d’autore. Metti il lucchetto della proprietà alle storie, se riesci a far passare questo concetto: che le storie sono proprietà esclusiva di chi le racconta (o peggio di chi gli fornisce i mezzi per raccontarle), poi puoi lucchettare tutto anche l’aria (che ci è importante quanto le storie).

Cioè.

(…a proposito: lo sai, chi fu l’inventore del cioeismo? No?!? Maccome. Lo hai eletto, il Manzoni, a pilastro fondante dello scrivere romanzi epici in italiano e non ti ricordi quella viottola polverosa lungo la quale scendeva Don Abbondio? Dai. Quando gli sgherri di Don Rodrigo gli si avvicinano e gli chiedono se è lui che l’indomani dovrà sposare il Tramaglino e la Mondella; e il pavido pretocchiolo, mentre gli sfinteri tutti gli si allentano, si ficca due dita nel colletto inamidato e bofonchia, a prendere tempo, un bel …cioe… Tutta la nostra epica viene da qui. Ma.Non divaghiamo.)

La Palice oltre a essere un grande militare era un gran bell’uomo, piaceva alle donne e faceva invidia agli uomini. Quando morì in quella assurda carica; cavalleresca certo ma folle contro il presente dei nuovi belissimi –sì bellissimi anche se dispensatori di morte- archibugi, quando morì, dicevo, gli scrissero una canzone, che suonava più o meno così:

« Hélas, La Palice est mort,

il est mort devant Pavie ;

hélas, s’il n’estoit pas mort

il ferait encor envie. »

Poi, qualcuno poco dotato oppure che non sapeva il francese, oppure che, come è giusto e come lo è stato per millenni, nemmeno per il cazzo che si preoccupava di filologia e diritti d’autore, cantandola storpiò, con la sua pronuncia barbara, l’ultimo verso così : s’il n’estoit pas mort… il serait encor en vie.

Crossed_Family_Values4

 

Ci fosse stato un AUTORE come si doveva, con la sua bella autorevolezza, a mostrare a quel libertario coglione di maneggiatore di canzoni altrui la sacralità della verità del testo e soprattutto del copyright, non avremmo banalità lapalissiane.

Probabilmente non avremmo nemmeno storie.

1 commento
  1. Fabrizio ha detto:

    Ciò di cui ormai si occupano i governi è la gestione finanziaria, la politica si è limitata a fare da stampella all’economia; di ideali non parla più, dell’uomo non parla più. Il primo lavoro dei parlamenti è approvare leggi finanziarie, quei parlamenti li eleggiamo noi e di conseguenza crediamo siano risoluzioni prese nel nostro interesse. “La funzione del cosiddetto diritto di voto… è di farlo sentire [il popolo] vincolato alle scelte del potere, responsabile di esse… Il voto politico è, quindi, nella realtà, l’inverso di quello per cui viene gabellato: non diritto ma catena psicologica, accettazione d’un meccanismo di indebitamento.” M. Della Luna, A. Miclavez, “Banche centrali e democrazia” (in “Euroschiavi”, Arianna Editrice).

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: