come ho letto alcuni dei libri che ho letto (1)

Parigi, come sostiene Eric Hazan, è una città dai cambiamenti lentissimi. Le sue trasformazioni fisiche (scrive nell’indispensabile saggio Paris sous tension, La Fabrique Edition, 2011) possono essere interpretate come una lotta incessante tra lo spirito del luogo e lo spirito del tempo.

l_hazan_parisAl numero 11 di Rue de Medicis, proprio ai Giardini del Lussemburgo, c’è uno dei luoghi simbolo di questa tensione parigina: la libreria di Josè Corti. La libreria, fondata inseme all’omonima casa editrice (… a proposito, li hai mai visti i libri che fanno? Che splendidi oggetti sono: Eluard, Breton, Borges, Peret cuciti a mano e non tagliati) nel 1925, si trasferì lì dieci anni dopo e ci sta ancora, uguale a quando la frequentava Michel Foucault che era solito passarci a ravanare tra i libri prima di andarsene a casa, poco lontano, in rue de Vaugirard.

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E’ una sera d’estate del 1957, Foucault che insegna all’Università di Uppsala in Svezia, e torna a Parigi solo per le vacanze estive passa, per curiosare come sempre, dalla libreria di Corti.  Come racconta lo stesso Focault (Archeologie d’une passion; entretien avec C.Ruas in Dit Ecrits, tome IV, texte 343, Gallimard) quella sera in libreria c’era Corti e chiacchierava con un amico. Mentre aspetta di poter fare la conoscenza con quello che lui considera un mostro sacro della cultura francese, lo sguardo di Foucault è attratto da una pigna di libri vecchi, dalla fattura editoriale del secolo andato. Ne piglia uno. Un autore di cui non aveva mai sentito parlare e la cosa prima di incuriosirlo lo infastidisce. I libro si intitola La Vue e leggendone le prime righe Foucault ci trova una prosa decisamente simile a quella di Robe-Grillet. Allora quando Corti si libera e Foucault può rivolgergli la parola gli chiede timidamente chi fosse l’autore di quel libro.

Questo Raymond Roussel.

Ah… certo, il grande Roussel… risponde Corti. Così Foucault ne deduce che non poteva non conoscere Roussel e decide di comprare il libro. Ma allora, dice Corti, deve assolutamente leggere anche questo. E gli porge un altro volume di Rossel. Comment j’ai ecrit certains de mes livres.

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Da questo momento Foucault è come catturato dalla intricata personalità di Roussel e comincia su di lui una lenta indagine che si concluderà sei anni dopo, nel 1963, quando pubblicherà uno dei suoi libri meno conosciuti ma  fondamentale per comprenderne il pensiero: Raymond Roussel.

Mi sa, adesso, che prima di andare avanti devo raccontarti chi era questo Roussel.  Bene.

Ah! Una cosa. Di Hazan le edizioni Odoya hanno tradotto, non molto tempo fa (lo trovi ancora in libreria) il suo l’Invention de Paris. Leggilo.

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