introduzione alla vera storia del fumetto (3)

download
Se hai voglia e tempo da perdere sfogliati le bibliografie e gli indici dei nomi delle più attuali opere di neurobiologia. Franz Joseph Gall non ce lo troverai nemmeno di striscio. In effetti capisco che sia un po’ imbarazzante includere tra i propri padri fondatori un tipo bizzarro convinto che bastasse palpare la scatola cranica di un individuo per comprenderne personalità, inclinazioni morali e capacità intellettive.
Non partiva mica da un’idea balorda però, nel costruirsi questa convinzione. Gall infatti era fermamente convinto che il cervello fosse l’organo corrispondente alla mente (cosa che gli costò la scomunica dalla chiesa cattolica) e che fosse diviso in aree diverse ciascuna deputata a differenti facoltà; e che queste aree fossero situate nella zona superficiale del cervello, in modo che bastasse appunto toccarne la corteccia per capire un sacco di cose.
Oggi sappiamo che queste cose non stanno proprio così. Ma era un punto di partenza. Che permise a Gall di disegnare un sacco di bellissime mappe corticali.
phrenology
Ma.
Quello di veramente importante che ci arriva da queste mappe, e poi da tutta la moderna neurobiologia (leggiti, non mi stancherò mai di dirtelo e se non lo fai cazzi tuoi, quel bellissimo testo fondante della neuroestetica che è La visione dall’interno, di Semir Zeki per Bollati Boringhieri) è che quello che fa il cervello visivo –la nostra mente mentre guarda-“è di elaborare informazioni in perpetuo cambiamento allo scopo di estrarne il nucleo fondamentale, distillare dall’incessante avvicendarsi dei dati visivi il carattere essenziale degli oggetti e delle situazioni” (op. cit. p.27). Insomma: interpretare il tempo.
Il tempo nella mappa di Minard è ciò che non ci permette (come avverrebbe invece in ogni grafico statistico) di risparmiare sforzi e costi cognitivi. Anzi.
In una storia non è particolarmente importante chi fa cosa e dove lo fa, ma quando. Il momento in cui avviene l’azione segna il discrimine e interpretarlo ci costa fatica.
Ci deve costare fatica. 
Certo. Economisti e sociologi ci raccontano, tutti eccitati da una mal compresa teoria dei giochi (consiglio Ken Binmore, teoria dei giochi, codice edizioni, 2008), che il tempo è una differenza illusoria. Infatti non distinguono tra un grafico statistico e un’ opera a fumetti. E ci portano esempi, anche ficcanti in altri campi, come le forme strategiche di una partita a scacchi o le strategie d’attesa messe in atto dalla Scathophaga Stercoraria maschio attorno a una bella cagata di mucca mentre aspetta la femmina per l’accoppiamento.
Non credergli.
Il tempo, il modo della sua rappresentazione, è quello che fa la differenza. E’ quella cosa che rende la mappa di Minard una storia in continua evoluzione a seconda dello sguardo che ne reinterpreta l’asse del tempo, che fa di UNASTORIA un grande fumetto e di Lilith un mediocre grafico statistico.
Proprio perché il tempo non esiste. La sua rappresentazione si.
5 commenti
      • pyccio ha detto:

        verza o cappuccio? mi pare di ricordare anche qualcosa che citava Moore in un’intervista sull’attivazione contempranea di emisfero destro e sinistro durante l’esperienza del fumetto. Ma probabilmente giassapevi, immagino.

        Mi piace

  1. Fabrizio ha detto:

    Grazie per la ditta, Mr. Pyccio.

    Mi piace

  2. Fabrizio ha detto:

    Dritta, volevo dire (scrivere).

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: