Battaglia chi? (101 cose su di me)

  1. Sono nato oggi con due mesi abbondanti di anticipo sul Maggio francese.

  2. Boris Battaglia non è il mio nome: non è nemmeno il personaggio di una miniserie steampunk pubblicata da Bonelli.  metro

  3. Il mio vero nome non te lo dico.

  4. Sono comunista anarchico e metalmeccanico. Almeno credo. 1908224_10203099109787837_464366214_n

  5. Non credo in dio e in tutte quelle simili cazzate lì.

  6. Non uso l’ombrello.

  7. Sono convinto che i fumetti si guardano e non si leggono.

  8. Ho la barba rada e dura.

  9. Le rare volte che mi rado uso un rasoio di sicurezza merkur con lamette bolzano.

  10. Sono cresciuto a Milano, appartengo all’ultima generazione che, dove abitavo da bambino, ha potuto giocare in strada.

  11. Non lo faccio più da quattro anni, ma fumavo. Tanto. Tutto.

  12. Per i mie primi 26 anni non ho fatto un cazzo.

  13. Poi mi sono laureato in lettere. Per far dispetto ai miei che mi volevano con una posizione nella vita.

  14. Avevo addirittura biennalizzato latino, per andare a insegnare.

  15. Ma poi ne ho conosciuti, di insegnanti della mia generazione, e allora mi sono fatto catturare dalla catena di montaggio.

  16. Negli anni ’90 non era difficilissimo trovare un posto fisso da metalmeccanico.

  17. Sono vent’anni che faccio il metalmeccanico.

  18. Mangio tutto ma non in compagnia di chiunque.

  19. Bevo tanto e con convinzione, in compagnia di gente che troveresti poco raccomandabile.

  20. Dormo benissimo, sempre.

  21. Il tennis mi fa cagare. Le tenniste no.

  22. Il calcio mi fa cagare. I calciatori di serie A di più.

  23. Sono stato iscritto al PCI.

  24. Ho la tessera dell’ANPI.

  25. la tessera ARCI non la vorrei ma devo averla, al punto 26 ti spiego perchè.

  26. Perchè senza non potrei passare la sera, quasi sempre quella del giovedì, sui tavolacci di legno della Scighera.

  27. Non pratico il voto di delega

  28. Se non sono d’accordo con te c’è il rischio ti tiri qualcosa. Ci vedo un cazzo: sicuro ti manco.

  29. Se mi chiedi di partecipare a qualcosa che non sia un pranzo o una cena, probabilmente non mi rintracci più.

  30. Comunque sono molto orgoglioso dei giornaletti che, con altri, ho fatto per un po’: Sfregi e Nubi.  2524044016_82ef43ebd7

  31. E sono orgogliosissimo di aver fatto, con altri, l’unica casa editrice di fumetti seminale in Italia. La Rasputin!libri cronaca-del-grande-male

  32. Non sopporto i sanfedisti della superiorità morale della lettura rispetto agli altri divertimenti.

  33. Non sopporto la retorica moralista con cui si ammanta la lettura di dovere etico

  34. Odio la retorica bolsa dei mercanti di libri che spacciano i loro supermercati per templi: le librerie mi annoiano

  35. Leggo quasi tutti i libri che mi procuro . Perché se me li procuro viuol dire che mi servono.

  36. Anche perché leggere non mi diverte. Mi serve.

  37. Le uniche cose che leggo con piacere sono i giornaletti a fumetti e le etichette delle bottiglie.

  38. E per un periodo della mia vita, gli ultimi anni del liceo, Guccini mi sembrava il massimo. Poi ho scoperto la musica

  39. Ho imparato, mettendoci 46 anni, che la verità non la trovi in tasca. Si costruisce con tempo e fatica ed errori.

  40. Per la ricerca della verità servono studio e cancelleria.

  41. Lo studio, quello se non ce l’hai, come Don Abbondio per il coraggio, non puoi mica dartelo.

  42. La cancelleria, quella, puoi comprarla.

  43. Scrivo su blocchi Master Pigna bianchi.

  44. Scrivo con una stilografica in resina naturale nera Omas 360 a stantuffo. Monto un pennino medio da 1 mm.   BUY210KCQAAjWb1

  45. Carico la stilografica con inchiostro J.Herbin verde. loro lo chiamano lierre sauvage, io verdetogliatti.
  46. Sono fottutamente invidioso.

  47. I fumetti li guardo, non li leggo. Tu sei libero di fare come vuoi tu. Ci mancherebbe.

  48. Bestemmio. Assai.

  49. Sono più laforguista che marxiano.

  50. Come Zavattini sogno un paese in cui buongiorno voglia dire veramente buongiorno.

  51. Non c’è stato un periodo della mia vita in cui non abbia avuto cani.

  52. Il mio primo cane, un epagneul breton, si chiamava Otto (come Grunf del TNT); non dirlo al Bunker che mi chiede i diritti.

  53. Poi c’è stato Fang, lupo e lottatore, e Liro, setter irlandese e cacciatore, e Tokarev bassottina terrorista.

  54. Adesso c’è Mirtilla. Setter irlandese. Un po’ tonta. Come la Malcontenta di Henry Potter.   281224_2268603443731_8072999_n

  55. Ma la saga della Rowling mi fa cagare e mi annoia. La responsabilità del nome del cane è dei miei figli.

  56. Non mi sforzo e mi vesto sempre allo stesso modo, che ho pochi soldi e quindi pochi vestiti: jeans e camicia o T-shirt.

  57. Ho un’insana passione per le T-shirt delle Università. Nè ho di ogni città in cui capito.

  58. Ai piedi, a seconda del clima: polacchine clark’s, anfibi dr martens, sandali quelli che capitano.

  59. Avevo i capelli lunghi. Meglio: avevo i capelli.

  60. Sto scrivendo tre libri. uno sugli anni 70 spiegati ai ragazzi, uno sui ragazzi spiegati agli ex77ini, uno su Tardi.

  61. Non li finirò mai; che, lo sai, sono pigro e inconcludente

  62. Milano è la mia città. Ci sono nato, ci vivo da 46 anni. Non la amo. Ma so che non me ne andrò mai.

  63. Ci sono altre città che sono la mia città. Paname, Marseille, Addis Ababa, Basel e Sestri Levante.

  64. Sono un ultraquarantenne a cui piace fare a botte. Ma con le regole.

  65. Di conseguenza qualche anno fa ero tornato a tirare di boxe.

  66. Il problema è che se hai quarantanni i ventenni te le suonano sul ring.

  67. Una spalla rotta mi ha fatto decidere di smettere di fare a pugni.

  68. Un giorno toccherà fare il bilancio tra le botte che ho preso e le botte che ho dato.

  69. Non conservo niente.

  70. Non ho mai collezionato nulla.

  71. Ho brillantemente superato il trauma della scoperta che quelli che pensi grandi artisti sono dei minchioni inconsapevoli.

  72. Mi piacerebbe il contatto fisico. Ma da Gemma Arterton mi separano migliaia di km. 64298585001_292252098001_ari-origin05-arc-176-1280331577065.jpg?pubId=64298585001

  73. Quando Sergio Sollima scelse Teresa Ann Savoy per fare Jamilah non sapeva la tempesta di seghe che mi avrebbe scatenato.

  74. Dopo Ann Savoy venne Nastassja Kinski a popolarmi l’immaginario (non sai quanto immaginario) erotico.

  75. Dal lato onanistico sempre stato frivolo. Presto mi stancai della Kinski e mi misi con la Kaprinski, Valerie. 

  76. In breve. Ho tenuto per mano: Phoebe Cates Lio Vanessa Paradis Charlotte Gainsbourg Rosanna Arquette (in Fuori Orario).

  77. Una volta sono salito in ascensore con Serge Gainsbourg.

  78. Se c’è qualche film, libro, canzone (e non c’è) che mi ha cambiato la vita, sicuramente l’ha fatto in peggio.

  79. Non sopporto e non uso il verbo comprare con tutti i suoi sinonimi.

  80. Una cosa che ho imparato a mie spese è che: non esistono intellettuali onesti.

  81. Ergo l’onestà intellettuale è una fanfola per creduloni invocata dai peggio ipocriti, quelli che millantano neutralità.

  82. Sto su posizioni decisamente NOTAV.

  83. La mia bibita preferita, attualmente, è il johnnie walker gold label.

  84. Sono incline alla sbronza.

  85. I postumi me li coccolo, di solito, in un buco lurfido, puzzolente di fritto con coca e kebab.

  86. Mi fanno schifo tutti preti cattolici. Uno che rinuncia alla propria sessualità o è malato o è in malafede.

  87. Ci ho messo anni di esercizio ginnico, attraversando terreni impervi, ma oggi posso dire di essere uno stoico a metà.

  88. L’altra mia metà per metà è epicurea.

  89. L’ultimo mio quarto è emiliano.

  90. Ho sempre un ferro tagliente nel tascapane.

  91. Credo fermamente che Napolitano Turco Bossi e Fini dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità.

  92. Insieme ovviamente ai parlamenti tutti che le loro due leggi assassine hanno approvato.

  93. Io combatto le tue idee di merda e sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu non possa esprimerle mai più.

  94. Fate largo all’avanguardia, vecchi e giovani critici di merda!

  95. Alice Munro mi annoia più di Ballarò.

  96. A Corto ho sempre preferito Rasputin.

  97. Una volta mi hanno presentato, a Sestri Levante, un’intellettuale che rispetto tanto, Ilona Staller. La prima cosa che ha fatto: baciarmi. images

  98. La seconda non te la racconto qui.

  99. Mi sono sempre arrogato il diritto di sputare nel piatto in cui mangio, figurarsi in quelli dove non mi fanno mangiare.

  100. Credo fermamente nella necessità di abolire la scuola. Di ogni ordine e grado. O per lo meno abolire i professori.

  101. Anche oggi vi odio tutti; tranne le ragazze che…  index

7 commenti
  1. gli auguri te li faccio qui, che sono uno snobbone. ti sei fatto una gran bella radiografia. non so quanto corrisponda al vero, ma del resto il vero stufa. quindi buona così.

    ps: la roba su guccini potevo averla scritta io. dopo secoli di rifiuto (o di convivenza non troppo convinta) la musica l’ho scoperta cinque mesi fa, a essere generosi.

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  2. Fabrizio ha detto:

    Auguri Boris.
    P.S.: inquietante il punto sei. Ce lo spiegherai?

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  3. Pran_cer ha detto:

    fatidico il giorno in cui sei nato nel 1858 la prima aparizione di lourdez nel 1929 i patti lateranenzi…

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  4. Fabrizio ha detto:

    In questi cento e uno punti è fondamentale la dimensione temporale. Ora, in un pezzo precedente scrivi che il tempo non esiste, solo le sue rappresentazioni si. Se il passato non c’è e al massimo possono esistere solo le opinioni su di esso, allora di ciò che è stato non si distingue più niente da niente, tutto è rivedibile. Invece tu ricordi benissimo chi sei stato, un ente individuale ben preciso, Boris e non Pinco Pallino. La tua unicità (e altri possono confermarlo, credo: se tuo figlio o tua moglie un giorno vorranno raccontare di te, non confondendosi con qualcun altro, potranno farlo) quindi ‘dura’, ha una estensione nel tempo così come nello spazio. O no? Ho fatto confusione (tra concetti quali ‘tempo’, ‘durata’, ‘mutamento’)? E’ che mi hanno intrigato le ‘Introduzioni alla Vera Storia del Fumetto’ (specie la tre e la cinque).

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