la tigre nella schiena

 

Svegliato prestissimo. Alle cinque circa, forse prima. La tigre che tutti abbiamo nella schiena da qualche giorno era un poco inquieta. Stanotte ha piantato risentita i suoi artigli nei miei muscoli. Piangerei dal dolore. Non ci sarebbe altro mezzo per domarla la belva puttana che un bel bicchierone di sulfonanilide. Già. Però. I miei invidiati (perché vivono in Finlandia) finlandesi il nimesulide l’€™hanno messo fuori legge, per la sua alta epatotossicità. Quando mi trasferirò a vivere là userò pontikka per analgesico, oggi non potendo comunque fare a meno di mettere un alfa privativa davanti al mio dolore mi prendo il beverone chimico. Devo trovare un posto dove accucciarmi senza dare fastidio che dormono ancora tutti- e aspettare che faccia effetto.

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Quando il cane comincia a rompere per scendere l’antinfiammatorio ha fatto il suo lavoro. Lo porto giù e faccio un salto, che è sabato, al mercato di Osoppo. Adoro arrivare che ancora stanno allestendo le bancarelle.

Tra i vari acquisti fruttaverdurologici una cassetta di rucola.

Allora ti racconto una ricettina semplice, veloce e fresca con cui ho sfamato la famiglia dopo che ho espletato tutti i dannati impegni che questa lunga mattinanata mi ha accollato.

Come al solito metti su l’acqua per la pasta.

Stappa una bottiglia di bianco che hai in frigo (ti consiglierei un bianco portoghese leggero tipo l’alvarinho), versatene un bicchiere e bevitelo con calma. Poi prendi il mortaio che usi di solito per fare il pesto. No, non accetto scuse. Non esiste che non ne possiedi uno, è contrario a ogni norma etica. Mettici cento grammi abbondanti di rucola; poi prendi mezza gamba di sedano, lavala e togliele i fili. Falla a rondelle sottilissime e mettile insieme alla rucola. Comincia a andare di pestello. Quando sta venendoti una bella pappetta aggiungi olio evo a filo e una bella manciata di mandorle. Vai avanti a pestare e a mettere olio secondo il tuo giudizio fino a che ottieni una bella salsa. A questo punto aggiungici pecoriono romano gratugiato (consiglio sempre un terzo del peso della rucola, quindi in questo caso un 30 grammi), sale e pepe come gradisci.

Oh, attento. L’acqua è a bollore, sala e buttaci pasta corta. Scolala al dente, ma prima di scolarla prendi un cucchiaio di acqua di cottura e amalgamaci bene il pesto di rucola.

Impiatta la pasta e condiscila con due, tre mestolate di pesto di rucola. Se vuoi darci un tocco di fighezza spolverizza leggerissimamente ogni piatto con della scorza di limone non trattato.

Servi.

Puoi accompagnarla con il vino che avevi aperto prima.

(se proprio non hai il mortaio, fai finta di niente e usa il mixer, non andrai all’inferno per questo)

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