SPADA ALL’AMMAZZATIRANNI

Oggi, centoquattordici anni fa, Gaetano Bresci piantava tre palle di piombo nel cuore bastardo di un re di cui sarebbe bello poter dimenticare il nome.  Stasera quindi si festeggia. Che ogni tanto anche l’arroganza del potere rovina nella polvere.

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Ti do una ricettina adeguata. Spada all’ammazzatiranni.

Fai un salto alla tua pescheria preferita e prenditi un numero di tranci di spada pari a quanti siete a cena. Passa anche a comprare una grossa cipolla di tropea, di quelle da potersi mangiare anche crude e un limone non trattato. Il resto di quello che serve spero tu ce lo abbia a casa.

Comunque: patate rosse, rucola, farina, olio d’oliva, prezzemolo, sale e pepe.

Quando sei a casa trita fine fine la cipolla e facci un letto in una terrina. Appoggiaci sopra i tranci di spada poi coprili con altra cipolla tritata. Spremici il limone ma non buttare le bucce. Irrora d’olio. Lascia marinare tutto il tempo che serve. Almeno un’ora. Intanto pela le patate e falle a tocchellini. Poi mettile a bollire.  Trita due prese di rucola  e, a parte, una abbondante di prezzemolo.

Quando ritieni che lo spada sia marinato a punto, toglilo dalla marinatura, sgocciolalo bene e infarinalo. Poi rosolalo in padella. Intanto accendi il forno a 180 gradi. Ungi una teglia e riponici lo spada rosolato, poi se il forno è caldo inforna per 10 minuti abbondanti.

Ora devi fare due cose. Una. Scolare le patate e schiacciarle tutte con la forchetta. Mischiaci la rucola, sale pepe e, se ti garba, anche un po’ di aglio fresco tritato. Due. Stufa lentamente nella padella dove avevi rosolato i tranci di spada la cipolla che avevi usato per la marinatura, con tutto il liquido annesso. Aggiungici se ti garba una lacrima di latte.

Con il composto delle patate, rigirandolo tra due cucchiai, fai tante specie di gocciolone. Guarniscici i piatti. Tira fuori dal forno il pesce, versaci sopra, elegantemente, la cipolla stufata. Spolvera di prezzemolo tritato e di pepe. Metti i tranci cadauno in ogni piatto guarnito e gratugiaci sopra la scorza del limone non trattato. Servi e prenditi i complimenti.

Io accompagno con del pinot dell’oltrepo vinificato rosè, che prendo nella vineria sottocasa. Te inventati quello che preferisci. Poi si brinda a champagne: Marc Hebrart Rive Gauche, 2005.

VIVA BRESCI!

2 commenti
  1. Fabrizio ha detto:

    Lo spada, nel mentre che si marina, va tenuto in frigo, giusto?

    Mi piace

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