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Sono giorni dannatamente concitati questi. Uno dei motivi per cui odio il Natale. E corri di qui e corri di la, e vieni a questa festa della scuola e poi passa a quell’aperitivo e poi la cena aziendale e poi e poi e poi… E poi devi pure riuscire, il mezzodì, a sfamare i pargoli. Ho una ricettina se vuoi. Non è velocissima ma se ti organizzi riesci a far cosa egregia senza rinunciare a tutti gli altri impegni.

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Io faccio così. La sera, uscito dall’ufficio passo dal mio rivendugliolo di carne frolla (dietro l’ufficio) e mi faccio dare un coniglio bello grosso, già porzionato. Dopo vado a prendermi l’aperitivo al solito bar (quello dietro l’ufficio) e poi vado a casa. Prendo una casseruola ci metto il coniglio e lo marino con olio e erbe aromatiche (rosmarino salvia timo e maggiorana) sminuzzate fini fini, ci aggiungo qualche spicchio d’aglio spiccicato, copro con della pellicola e metto in frigo.

Ci dormo sopra. La mattina mentre prendo il mio caffè fortissimo e lungo lo tiro fuori. Adesso ho tutto il tempo per fare quello che devo fare: ho solo da tener conto che da quando accenderò i fornelli mi ocorrerà almeno un’ora. Basta essere a casa a un orario che ti permetta per avere quel margine di tempo.

Allora. Arrivo, tolgo il coniglio dalla marinatura e lo infarino velocemente; metto sul fuoco (a fiamma viva) una pentola capiente, un po’ d’olio e appena è caldo ci metto il coniglio a rosolare. Quando è bello colorato sfumo con dell’ottimo vino bianco (è un periodo che uso un bianco umbro, fatto con trebbiano e grechetto, chiamato Villa Conversino dalla sua cantina produttrice, scoperto in Scighera grazie a Paolo) e ci aggiungo la sua marinatura. Copro, abbasso la fiamma e lascio andare per almeno quaranta minuti.

Adesso viene la parte divertente. Devi preparare una tapenade casalinga. La tapenade è una salsa con cui a Marsiglia il popolo era solito condirsi quello che aveva per pranzo, uova sode o pane secco. La facevano, e la fanno così: una abbondante dose di olive che hai denocciolato, due acciughe sotto sale che hai diliscato e lavato molto bene, uno spicchio d’aglio, una manciata di capperi, qualche goccia di llimone, abbondante prezzemolo; metti tutto nel mixer e sminuzza grossolanamente mettendo un po’ d’olio a filo. Assaggi. Se non ti soddisfa regoli l’ingrediente che ti sembra indietro.

Quando hai la tapenade pronta devi solo aspettare che il coniglio sia cotto. Magari puoi preparare dei peperoni di contorno.Lavali tagliali, mettili in una teglia con un po’ di rosmarino, olio e una spruzzata di vino bianco. Infornali a 180 gradi per venti, trenta minuti.

Quando il coniglio è pronto, spegni la fiamma. Assaggi e regoli di sale e pepe. Poi aggiungi la tapenade, fai riandare per una decina di minuti a fuoco moderato. Spegni. Aggiungi un filo d’olio e servi sul letto di peperoni pippiati in forno.

Farai felici tutti. E nessuno avrà da ridire se ci finisci dietro la bottiglia di bianco che avevi aperto all’inizio.

 

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