scusatemi

Christian Hincker, aka Blutch, ha ricevuto durante il Festival d’Angouleme di quest’anno, il premio, istituito dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo del 7 gennaio, per la libertà d’espressione. Ha tenuto un breve discorso, alla presenza della ministra della cultura Fleur Pellerin (avercene noi).

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Ho sentito, e mi perdonerai, la necessità di tradurtelo, per ovviare a quanto malamente fatto da altri in altre sedi.

 

Signore, Signori

mi permetto di leggervi un piccolo intervento che ho scritto questa mattina.

Scusatemi.

Sto su questo palco, sotto questi riflettori, perché delle persone che devono vivere nascoste mi hanno chiesto di farlo. Persone come voi e come me, ma protette dalle forze dell’ordine; che scendono a comprare il pane con la scorta; che scrutano con paura tra i passanti; che sorvegliano, dalla finestra, ogni movimento della strada. Dei superstiti, che pagano un conto che non è il loro, perché –

scusatemi

– ma il prezzo della vostra famosa libertà d’espressione è veramente esagerato.

Tanto più che in questo paese, faro della libertà, terra del pensiero e della ragione, di Cartesio e di Voltaire, la si pensava stabilita una volta per sempre questa libertà d’espressione; che fosse parte di noi. Invece no. La mia presenza qui lo dimostra senza pietà. Che tristezza!

Probabilmente qualcuno, da qualche parte, non ha fatto quello che avrebbe dovuto.

Scusatemi.

Abbiamo fatto un bel manifestare, congratularci, riconoscerci tra i giusti; noi la borghesia progressista ci siamo concessi gratificazioni e riconoscimenti, appuntandoci spilette sui baveri, rassicurandoci.  Ma quelllo che è successo è irreparabile.

Quando questa cerimonia finirà torneremo ai nostri affari, a darci da fare per la fama, a raccontare storie irrilevanti, a cercare il nostro posto in questo festival, tanto il peggio è accaduto. Il male è già accaduto.

Scusatemi.

Ma cari colleghi, guardate che non esiste il paradiso, non esistono angioletti e nuvolette, Dio non esiste, siete completamente soli, e solo quello che fate e che dite è creatore di senso. Questa è LA vostra responsabilità.

Mi scusi,

Lei, Signora Ministro, ma gli anarchici di una volta uccidevano sovrani, regine e primi ministri, personaggi che detenevano il potere e che ritenevano responsabili. Voi ve la siete sfangata bene, avete preso il potere ma non la responsabilità. Quella l’avete lasciata ad altri.

Quello che è successo quella mattina del 7 gennaio, forse è una versione della lotta di classe. La riscossa sociale l’avete resa impossibile, e allora per forza, non resta che la vendetta sociale.

Mentre scrivevo queste righe, stamattina, mi è tornato in mente Voltaire, è pure di moda: non vale la pena sprecare fiato con certa gente.

E’ per questo, scusatemi, che non vi ringrazio.

 

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