il pranzo di Ba(be)tt(e)aglia

Fa un caldo da bestemmia. C’è chi tira in ballo l’estate del 2003, ma ricorda male. Quella era peggio, ma si sa non siete buoni storici. Diciamo che il punto è che questa bolla di umidità ti toglie persino la voglia di cucinare. Comunque il pranzo devi metterlo insieme. Allora, damm’a trà, fai così.

Lava una bella testa di lattuga (se sei una/o che non bada a spese magari usa solo il cuore di tre cespi, risalterà in croccantezza) asciugala e tagliala fine. Poi distendila in una terrina capiente. Prendi dal frigo una granny smith sbucciala e falla a dadini. Poi aggiungila alla lattuga insieme a due manciate abbondanti di gherighli di noci.

jane fonda janefonda-fsct01, Photo by: Everett Collection (janefonda-fsct01)

jane fonda janefonda-fsct01, Photo by: Everett Collection (janefonda-fsct01)

Adesso viene la parte più fastidiosa vista la temperatura che c’è fuori: fogli la piastra dal forno e accendilo. Sui 200 gradi; dai coraggio, serve per poco e da il tocco che fa la differenza. Intanto che si riscalda (manco ce ne fosse bisogno) prendi due fette larghe e sottili di pane di segale e falle a dadini e distribuiscile su metà della piastra. Spennella con dell’olio extravergine. A questo punto devi avere dello speck: tre/quattro fette o quante te ne dice la tua fame. Falle a strisce corte. Mettile anche loro sulla piastra e inforna. Dieci minuti bastano, ma anche meno a seconda di quanto le vuoi croccanti.

Nell’intanto che segale e speck si croccantizzano prepara un’emulsione con abbondantissimo olio extravergine (e cazzo! non badare a spese per l’olio, scommetto che spendi senza ritegno anche i 3 euri e cinquanta che ti richiedono per fumetti del cazzo come Adam Wild e poi ti perplimi davanti a 12 euri per una bottiglia di olio, sù rifletti: se fosse una questione di proporzioni qualitative l’olio dovrebbe costartene dieci volte tanto) sale pepe e lime.

Tiri fuori dal forno segale e speck e li aggiungi nella terrina. Distribuisci con un po’ di eleganza per favore. A questo punto spolverizzi con grazia l’insalata con scaglie di grana. Va bene anche il padano ma ti consiglio di usare quello stagionato 20 mesi. Poi fai tu, le papille gustative son le tue.

Il tocco finale, ma non obbligatorio: una barra due prese di semi di canapa.

Porti in tavoli. Condisci con l’emulsione e servi. Ci si mangia comodi in due.

Accompagna l’insalata con un bicchiere (o una bottiglia, dipende da a che scuola di pensiero appartieni e quanto fegato hai) di Zilliken Riesling Trocken del 2014, Ti verrà voglia di pedalare lungo la Mosella.

alcohol

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