Monica variations

Ecco. Adesso ti racconto una cosa che ho scoperto a Lucca.

Premessa. Sono stato ospite, grazie all’intercessione di Paolo Castaldi, di una famiglia stupenda, in una bella casa proprio dentro le mura.

La padrona di casa, ospite premurosissima, cucinava ogni sera per chiunque dei suoi pensionanti e amici si volesse fermare a cena.

Seduto in cucina, sorseggiando una birra e chiacchierando, ho scoperto questa golosa variazione sul risotto con la zucca.

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Ascolta.

Ti fai il risotto con la zucca come lo sai fare. Per quattro, cinque persone.

Io di solito preparo un brodo vegetale leggero. Soffriggo in una lacrima d’olio mezzo porro affettato sottilissimo e ci aggiungo un bel pezzo di zucca (cercatela proprio buona, che ce n’è in giro di quelle che non sanno di niente) che ho fatto a dadini e faccio appassire con un bel bicchiere di vino bianco. Poi schiaccio la zucca, aggiungo il riso, qualche mestolata di brodo e lascio andare il risotto per il tempo che serve.

E qui si inserisce la variazione.

Fai a sctriscioline un etto e mezzo di pancetta affettata sottilissima. Scaldi una pentola antiaderente, ci butti la pancetta e la fai incroccantire nel proprio grasso. Quando è bella croccante la togli dalla pentola e la asciughi con della carta da cucina. Nel grasso ancora bollente ci butti una decina di foglie di salvia, un po’ grosse, e le lasci friggere. Quando ti sembrano belle croccanti anche loro le togli dalla padella e le asciughi. Poi con un buon coltello sminuzzi tutto, pamcetta e salvia.

Assaggi il risotto, lo regoli di sale e scopri che è praticamente pronto.

A questo punto spegni la fiamma e mantechi con una mezza noce di burro e abbondantissimo parmigiano.

Quindi il tocco finale. Quando la mantecatura è terminata ci aggiungi la pancetta e la salvia sminuzzate e dai una rimescolata veloce, spolverizzi di pepe (io ci vado giù pesante) e servi.

Se hai commensali vegetariani Monica consiglia di non friggere la salvia nel grasso della pancetta ma in un filino d’olio e di lasciare pancetta e salvia a parte, in due ciotoline. In modo che ognuno se le aggiunga a piacimento.

Il successo è garantito.

L’ho fatto ieri sera e la famiglia ha apprezzato assai.

Ovviamente ci stappi dietro un rosso delle colline lucchesi.

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