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automitobiografia

Mi dispiace un casino di non essere potuto andare a Macerata per l’Overtime Festival. Purtroppo il maledetto lavoro, con i suoi strascichi di sempre, mi ha trattenuto a Milano.

Il lavoro, come dice Philippe Godard (Contro il Lavoro, Eleuthera) funziona meglio della polizia, dei confini e del filo spinato. Tiene ciad cuno al proprio posto.

Si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità d’energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare.

Così scriveva Nietzsche nella sua campagna contro la morale corrente, cominciata con la pubblicazione di quell’aureo volumetto che è Aurora.Pensieri sui pregiudizi morali.

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Per fortuna Paolo mi ha tenuto aggiornato.

Qualcuna delle foto che mi ha inviato:

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A questo punto posso farti solo una promessa. Ci vediamo a Lucca. Portati fasce e guantoni.

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Personaggi

Boris (lettore inconcludente e schizofrenico)

Leonida (suo figlio e lettore molto più equilibrato)

Durruti (il loro cane – è un setter irlandese)

Interno di una libreria di fumetti sulla Ripa. Probabilmente un sabato pomeriggio. Lo si capisce perché dalla tasca della giacca stazzonata di Boris spunta una copia di Alias. Leonida è seduto per terra davanti a uno scaffale di cartonati e ne sta sfogliando uno. Boris tiene al guinzaglio Durruti che sembra irresistibilmente attratto da qualche odore spiccicato sul pavimento. Boris finge di valutare il possibile acquisto di Insomnia di Matt Broersma, in realtà sta cercando di leggerlo per non doverlo comprare.

Leonida (con sincero entusiasmo): Dì papà…

Boris (distratto): Dimmi piccolo…

Leonida: Ma hai visto questo libro che bello?… No, guarda è disegnato proprio bene… cavolo… ma è proprio interessante anche la storia… vedi l’ho letta fino a qui…mmmh… ma tu lo conosci quello che fa questo fumetto… adesso fammi vedere anche gli altri che ha fatto.

Boris (incuriosito da tale entusiasmo non applicato a supereroi):Vabbè, fammi vedere cosa stai guardando…

Leonida: Tieni guarda; poi lo compriamo?

Boris (sbalordito al punto che se avesse una sigaretta in bocca gli cadrebbe): Ma… il segreto dell’ espadon? Ti piacciono Blake e Mortimer? ti piace Jacobs? Mi sembra impossibile…

Leonida: Si! È bravissimo… ti piace vero!? (il tono non ammette replica) Guarda quei soldati come sono disegnati bene… ma lo conosci o no quello che fa questo fumetto…

Boris: Lo conosco certo, ma non cominciare… non potremo mai invitarlo a cena. Dimmi piuttosto: quelle didascalie cosi fitte non ti danno fastidio?

Leonida: Nooo… scusa lì c’è scritta la storia… dai lo compriamo questo?

Boris (con tono arrendevole): …questo però è il secondo tomo di questa storia, cominciamo a prendere il primo… poi dopo che lo hai letto prendiamo anche questo

Leonida: No!! Prima mi leggo questo… poi prendiamo anche il primo

Boris: Ma scusa che ci capisci così della storia?

Leonida: Guarda che nei fumetti la storia si capisce da tutte le parti… anche se non li leggi…io però lo leggo questo, davvero… dai lo compriamo… dai

Boris (parlando tra se): Non avrei mai detto che mi sarebbe toccato di comprare un libro di Jacobs… la negazione di tutto quello che penso sia il fumetto…una volta non l’avrei mai fatto per niente al mondo… sto invecchiando, decisamente…

(poi, rivolto a Leonida) Vabbene dai… andiamo a pagare…

Si dirigono alla cassa, strattonando Durruti via dai suoi odori

Durruti: uouf!!

Poi non è vero che non sto facendo niente.

Dal lunedì al venerdì mi do da fare per mettere insieme il pranzo con la cena. Sono quaranta e passa ore della mia vita.

Mi dedico alla famiglia, cose tipo: far la spesa, cucinare la cena, correggere (raramente, che di solito lo fa mia moglie, ma capita) i compiti del piccolo; provare (quasi sempre) storia e latino  a quello grande.

Passeggio il cane. Guardo serie tv. Leggo romanzetti. Vado in Scighera con i miei compagni di sbronza.

Poi per esempio, su Scuola di Fumetto, il numero 96, ho appena pubblicato un pezzo sui quarant’anni di Metal Hurlant e su alcune idee che c’ho sul fumetto.

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Poi per esempio su Fumettologica è appena uscita una mia personale considerazione della biografia di Hitler di Mizuki.

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Poi per esempio con il mio amico Paolo Castaldi sto lavorando a una cosa fichissima sulla boxe.

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Poi per esempio sto cercando di scrivere un saggio ambiziosissimo su Parigi, il situazionismo, il fumetto e la libertà (non solo d’espressione).

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Poi per esempio, insomma l’hai capito: vivo.

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C’è sempre nella vita un momento esatto in cui uno si trova ad avere bisogno della sua katerina, possibilmente santa e da Siena, che gli lecchi un poco le ferite. Io mi accontenterei anche di una suordentona o una marypoppins. Ma non trovo più i tre preziosi volumi delle Lettere della santa (vera splatteropornografa inarrivabile) delle Edizioni Studio Domenicano e nemmeno il fumetto di Scozzari e nemmeno il libro di Pamela Travers e  nemmeno il dvd del film di Robert Stevenson. In casa mia le cose si accumulano; le accumulo; eppoi si perdono e spariscono.

Sarà.

Sì.

Sarà anche migliore la qualità della vita e tutte quelle puttanate lì che ci stanno appiccicate intorno a questi discorsi, ma me andarmene da qualunque città che non sia Milano, appunto mi mette addosso un senso di serenità che lentamente da rilassatezza si trasforma in placido sonno, quasi che la santa fosse lì sul treno, ‘canto a me a leccarmi le piaghe che il lavoro schifo –quello in fondo che mi ci ha fatto trovare in questa città qualsiasi- mi lascia profonde, e gentili però, sul miocardio. E’ per questo che preferisco sempre il treno. Posso accoccolarmici con il cuore sbronzo e le orecchie in musica (c’ho le cuffie, non disturbo) e poi addormentarmici. Senza problemi.

  1. Sono nato oggi con due mesi abbondanti di anticipo sul Maggio francese.

  2. Boris Battaglia non è il mio nome: non è nemmeno il personaggio di una miniserie steampunk pubblicata da Bonelli.  metro

  3. Il mio vero nome non te lo dico.

  4. Sono comunista anarchico e metalmeccanico. Almeno credo. 1908224_10203099109787837_464366214_n

  5. Non credo in dio e in tutte quelle simili cazzate lì.

  6. Non uso l’ombrello.

  7. Sono convinto che i fumetti si guardano e non si leggono.

  8. Ho la barba rada e dura.

  9. Le rare volte che mi rado uso un rasoio di sicurezza merkur con lamette bolzano.

  10. Sono cresciuto a Milano, appartengo all’ultima generazione che, dove abitavo da bambino, ha potuto giocare in strada.

  11. Non lo faccio più da quattro anni, ma fumavo. Tanto. Tutto.

  12. Per i mie primi 26 anni non ho fatto un cazzo.

  13. Poi mi sono laureato in lettere. Per far dispetto ai miei che mi volevano con una posizione nella vita.

  14. Avevo addirittura biennalizzato latino, per andare a insegnare.

  15. Ma poi ne ho conosciuti, di insegnanti della mia generazione, e allora mi sono fatto catturare dalla catena di montaggio.

  16. Negli anni ’90 non era difficilissimo trovare un posto fisso da metalmeccanico.

  17. Sono vent’anni che faccio il metalmeccanico.

  18. Mangio tutto ma non in compagnia di chiunque.

  19. Bevo tanto e con convinzione, in compagnia di gente che troveresti poco raccomandabile.

  20. Dormo benissimo, sempre.

  21. Il tennis mi fa cagare. Le tenniste no.

  22. Il calcio mi fa cagare. I calciatori di serie A di più.

  23. Sono stato iscritto al PCI.

  24. Ho la tessera dell’ANPI.

  25. la tessera ARCI non la vorrei ma devo averla, al punto 26 ti spiego perchè.

  26. Perchè senza non potrei passare la sera, quasi sempre quella del giovedì, sui tavolacci di legno della Scighera.

  27. Non pratico il voto di delega

  28. Se non sono d’accordo con te c’è il rischio ti tiri qualcosa. Ci vedo un cazzo: sicuro ti manco.

  29. Se mi chiedi di partecipare a qualcosa che non sia un pranzo o una cena, probabilmente non mi rintracci più.

  30. Comunque sono molto orgoglioso dei giornaletti che, con altri, ho fatto per un po’: Sfregi e Nubi.  2524044016_82ef43ebd7

  31. E sono orgogliosissimo di aver fatto, con altri, l’unica casa editrice di fumetti seminale in Italia. La Rasputin!libri cronaca-del-grande-male

  32. Non sopporto i sanfedisti della superiorità morale della lettura rispetto agli altri divertimenti.

  33. Non sopporto la retorica moralista con cui si ammanta la lettura di dovere etico

  34. Odio la retorica bolsa dei mercanti di libri che spacciano i loro supermercati per templi: le librerie mi annoiano

  35. Leggo quasi tutti i libri che mi procuro . Perché se me li procuro viuol dire che mi servono.

  36. Anche perché leggere non mi diverte. Mi serve.

  37. Le uniche cose che leggo con piacere sono i giornaletti a fumetti e le etichette delle bottiglie.

  38. E per un periodo della mia vita, gli ultimi anni del liceo, Guccini mi sembrava il massimo. Poi ho scoperto la musica

  39. Ho imparato, mettendoci 46 anni, che la verità non la trovi in tasca. Si costruisce con tempo e fatica ed errori.

  40. Per la ricerca della verità servono studio e cancelleria.

  41. Lo studio, quello se non ce l’hai, come Don Abbondio per il coraggio, non puoi mica dartelo.

  42. La cancelleria, quella, puoi comprarla.

  43. Scrivo su blocchi Master Pigna bianchi.

  44. Scrivo con una stilografica in resina naturale nera Omas 360 a stantuffo. Monto un pennino medio da 1 mm.   BUY210KCQAAjWb1

  45. Carico la stilografica con inchiostro J.Herbin verde. loro lo chiamano lierre sauvage, io verdetogliatti.
  46. Sono fottutamente invidioso.

  47. I fumetti li guardo, non li leggo. Tu sei libero di fare come vuoi tu. Ci mancherebbe.

  48. Bestemmio. Assai.

  49. Sono più laforguista che marxiano.

  50. Come Zavattini sogno un paese in cui buongiorno voglia dire veramente buongiorno.

  51. Non c’è stato un periodo della mia vita in cui non abbia avuto cani.

  52. Il mio primo cane, un epagneul breton, si chiamava Otto (come Grunf del TNT); non dirlo al Bunker che mi chiede i diritti.

  53. Poi c’è stato Fang, lupo e lottatore, e Liro, setter irlandese e cacciatore, e Tokarev bassottina terrorista.

  54. Adesso c’è Mirtilla. Setter irlandese. Un po’ tonta. Come la Malcontenta di Henry Potter.   281224_2268603443731_8072999_n

  55. Ma la saga della Rowling mi fa cagare e mi annoia. La responsabilità del nome del cane è dei miei figli.

  56. Non mi sforzo e mi vesto sempre allo stesso modo, che ho pochi soldi e quindi pochi vestiti: jeans e camicia o T-shirt.

  57. Ho un’insana passione per le T-shirt delle Università. Nè ho di ogni città in cui capito.

  58. Ai piedi, a seconda del clima: polacchine clark’s, anfibi dr martens, sandali quelli che capitano.

  59. Avevo i capelli lunghi. Meglio: avevo i capelli.

  60. Sto scrivendo tre libri. uno sugli anni 70 spiegati ai ragazzi, uno sui ragazzi spiegati agli ex77ini, uno su Tardi.

  61. Non li finirò mai; che, lo sai, sono pigro e inconcludente

  62. Milano è la mia città. Ci sono nato, ci vivo da 46 anni. Non la amo. Ma so che non me ne andrò mai.

  63. Ci sono altre città che sono la mia città. Paname, Marseille, Addis Ababa, Basel e Sestri Levante.

  64. Sono un ultraquarantenne a cui piace fare a botte. Ma con le regole.

  65. Di conseguenza qualche anno fa ero tornato a tirare di boxe.

  66. Il problema è che se hai quarantanni i ventenni te le suonano sul ring.

  67. Una spalla rotta mi ha fatto decidere di smettere di fare a pugni.

  68. Un giorno toccherà fare il bilancio tra le botte che ho preso e le botte che ho dato.

  69. Non conservo niente.

  70. Non ho mai collezionato nulla.

  71. Ho brillantemente superato il trauma della scoperta che quelli che pensi grandi artisti sono dei minchioni inconsapevoli.

  72. Mi piacerebbe il contatto fisico. Ma da Gemma Arterton mi separano migliaia di km. 64298585001_292252098001_ari-origin05-arc-176-1280331577065.jpg?pubId=64298585001

  73. Quando Sergio Sollima scelse Teresa Ann Savoy per fare Jamilah non sapeva la tempesta di seghe che mi avrebbe scatenato.

  74. Dopo Ann Savoy venne Nastassja Kinski a popolarmi l’immaginario (non sai quanto immaginario) erotico.

  75. Dal lato onanistico sempre stato frivolo. Presto mi stancai della Kinski e mi misi con la Kaprinski, Valerie. 

  76. In breve. Ho tenuto per mano: Phoebe Cates Lio Vanessa Paradis Charlotte Gainsbourg Rosanna Arquette (in Fuori Orario).

  77. Una volta sono salito in ascensore con Serge Gainsbourg.

  78. Se c’è qualche film, libro, canzone (e non c’è) che mi ha cambiato la vita, sicuramente l’ha fatto in peggio.

  79. Non sopporto e non uso il verbo comprare con tutti i suoi sinonimi.

  80. Una cosa che ho imparato a mie spese è che: non esistono intellettuali onesti.

  81. Ergo l’onestà intellettuale è una fanfola per creduloni invocata dai peggio ipocriti, quelli che millantano neutralità.

  82. Sto su posizioni decisamente NOTAV.

  83. La mia bibita preferita, attualmente, è il johnnie walker gold label.

  84. Sono incline alla sbronza.

  85. I postumi me li coccolo, di solito, in un buco lurfido, puzzolente di fritto con coca e kebab.

  86. Mi fanno schifo tutti preti cattolici. Uno che rinuncia alla propria sessualità o è malato o è in malafede.

  87. Ci ho messo anni di esercizio ginnico, attraversando terreni impervi, ma oggi posso dire di essere uno stoico a metà.

  88. L’altra mia metà per metà è epicurea.

  89. L’ultimo mio quarto è emiliano.

  90. Ho sempre un ferro tagliente nel tascapane.

  91. Credo fermamente che Napolitano Turco Bossi e Fini dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità.

  92. Insieme ovviamente ai parlamenti tutti che le loro due leggi assassine hanno approvato.

  93. Io combatto le tue idee di merda e sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu non possa esprimerle mai più.

  94. Fate largo all’avanguardia, vecchi e giovani critici di merda!

  95. Alice Munro mi annoia più di Ballarò.

  96. A Corto ho sempre preferito Rasputin.

  97. Una volta mi hanno presentato, a Sestri Levante, un’intellettuale che rispetto tanto, Ilona Staller. La prima cosa che ha fatto: baciarmi. images

  98. La seconda non te la racconto qui.

  99. Mi sono sempre arrogato il diritto di sputare nel piatto in cui mangio, figurarsi in quelli dove non mi fanno mangiare.

  100. Credo fermamente nella necessità di abolire la scuola. Di ogni ordine e grado. O per lo meno abolire i professori.

  101. Anche oggi vi odio tutti; tranne le ragazze che…  index

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